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L’inizio della scuola dell’infanzia rappresenta un momento importante nella vita di ogni bambino e della sua famiglia. È l’inizio di un nuovo percorso fatto di scoperte, incontri, emozioni, relazioni e piccole conquiste quotidiane.
Per alcuni bambini si tratta della prima vera esperienza lontano dalla famiglia; per altri è un passaggio che arriva dopo il nido o altre esperienze educative. In entrambi i casi, entrare in una nuova scuola significa conoscere spazi diversi, incontrare nuovi adulti di riferimento, costruire amicizie e imparare gradualmente a sentirsi parte di una comunità.
È un momento emozionante, che può essere accompagnato da curiosità ed entusiasmo ma anche da qualche timore. E questo vale non soltanto per i bambini: anche mamma e papà possono vivere l'inizio della scuola con tante domande.
Come reagirà al distacco? Si troverà bene? Farà amicizia? Riuscirà a comunicare quello di cui ha bisogno? Gli piacerà andare a scuola?
Sono interrogativi assolutamente naturali.
L'ambientamento serve proprio a permettere a bambini, famiglie ed educatori di conoscersi e costruire, un giorno dopo l'altro, quella relazione di fiducia che rappresenterà la base dell'intero percorso educativo.
La scuola dell’infanzia è molto più di un luogo dove stare
Quando si parla di scuola dell'infanzia si pensa spesso al primo vero ingresso del bambino nel mondo della scuola.
In realtà, ciò che accade ogni giorno all'interno di una sezione è molto più ricco.
La scuola dell'infanzia è uno spazio educativo nel quale il bambino può sperimentare, giocare, osservare, fare domande, muoversi, raccontare, immaginare e confrontarsi con gli altri.
Attraverso attività pensate dagli insegnanti, ma anche attraverso tantissimi momenti apparentemente semplici della giornata, i bambini sviluppano progressivamente nuove competenze.
Imparano, ad esempio, ad aspettare il proprio turno, a condividere un gioco, a chiedere aiuto, a riconoscere le proprie emozioni, ad ascoltare gli altri, a prendersi cura delle proprie cose e a svolgere in autonomia tante piccole azioni quotidiane.
Anche mettere a posto un gioco, prepararsi per andare in giardino o sedersi insieme agli altri per il pranzo diventano occasioni educative.
Perché nei primi anni di vita l'apprendimento passa soprattutto attraverso l'esperienza.
Il valore dell’ambientamento
I primi giorni di scuola hanno un'importanza particolare.
Il bambino si trova improvvisamente all'interno di un ambiente che ancora non conosce completamente. Ci sono nuove stanze da esplorare, nuovi compagni, nuove regole e soprattutto nuovi adulti con i quali costruire un rapporto.
Per questo motivo si parla di ambientamento e non semplicemente di “inserimento”.
La differenza può sembrare piccola, ma racconta un modo diverso di guardare questa esperienza.
Il bambino non viene semplicemente inserito all'interno di un'organizzazione già esistente: viene accompagnato gradualmente nella conoscenza di un nuovo ambiente, mentre anche gli educatori imparano a conoscere lui, le sue abitudini, il suo carattere e i suoi bisogni.
Ogni bambino ha tempi differenti.
Alcuni entrano in sezione e iniziano immediatamente a esplorare giochi e materiali. Altri preferiscono inizialmente osservare. Qualcuno cerca spesso la vicinanza dell'insegnante, mentre altri sembrano sentirsi a proprio agio fin dal primo momento.
Non esiste una modalità corretta o sbagliata.
Esistono bambini diversi, con personalità, esperienze e modalità di adattamento differenti.
Per questo l'ambientamento non dovrebbe essere considerato una corsa verso l'autonomia, ma un percorso attraverso il quale ogni bambino può costruire gradualmente un senso di sicurezza.
Il momento del distacco

Uno dei momenti più delicati è spesso quello del saluto.
Anche bambini che sembrano felici di andare a scuola possono vivere con intensità il momento in cui il genitore si prepara ad andare via.
Il pianto, in questi casi, non significa necessariamente che il bambino stia vivendo negativamente l'esperienza scolastica.
È semplicemente uno dei modi attraverso cui può esprimere la propria emozione.
Per un bambino piccolo il distacco può rappresentare qualcosa di molto concreto: la persona che fino a pochi istanti prima era accanto a lui improvvisamente esce dalla stanza.
Con il tempo, però, il bambino inizia a comprendere una cosa fondamentale: mamma o papà vanno via, ma poi tornano.
La ripetizione di questa esperienza permette di costruire sicurezza.
Anche per questo motivo i rituali quotidiani sono così importanti.
Un saluto affettuoso, semplice e riconoscibile può aiutare il bambino a comprendere che quel momento fa parte della giornata.
Al contrario, prolungare molto il momento del distacco oppure andare via senza salutare può rendere più difficile capire cosa sta succedendo.
Meglio quindi un messaggio semplice e rassicurante:
“Adesso vai a giocare con i tuoi amici. Io vado e torno a prenderti dopo.”
Con il passare dei giorni quella frase inizierà ad avere per il bambino un significato sempre più concreto.
La fiducia degli adulti aiuta anche i bambini

I bambini sono straordinariamente attenti alle emozioni degli adulti.
Anche quando non comprendono completamente le nostre parole, osservano il tono della voce, le espressioni, i movimenti e le esitazioni.
Se il genitore mostra fiducia nei confronti della scuola e degli insegnanti, il bambino può percepire quell'ambiente come un luogo sicuro.
Questo non significa nascondere le proprie emozioni.
È normale che anche per un genitore il primo giorno di scuola sia un momento intenso.
Significa però cercare di trasmettere al bambino un messaggio fondamentale: “Questo è un posto dove puoi stare bene e queste persone si prenderanno cura di te.”
La relazione di fiducia tra scuola e famiglia è quindi una delle componenti più importanti dell'intero percorso educativo.
Una giornata fatta di piccoli rituali
Una delle prime cose che i bambini imparano a riconoscere a scuola è la struttura della giornata.
L'accoglienza, il momento del gioco, le attività, il pranzo, il riposo, il giardino e il ricongiungimento con la famiglia diventano progressivamente punti di riferimento.
Le routine svolgono una funzione molto importante perché aiutano il bambino a prevedere ciò che succederà.
Per un adulto sapere che dopo il pranzo ci sarà il riposo può sembrare una cosa banale.
Per un bambino piccolo, invece, riuscire ad anticipare ciò che accadrà significa orientarsi nel tempo e sentirsi più sicuro.
Progressivamente il bambino costruisce una sorta di mappa mentale della giornata:
prima arrivo a scuola, poi gioco, poi facciamo un'attività, dopo mangiamo e infine mamma o papà torneranno.
Questa prevedibilità permette di affrontare l'esperienza scolastica con sempre maggiore serenità.
Imparare attraverso il gioco
Nella scuola dell'infanzia il gioco rappresenta uno degli strumenti più importanti di apprendimento.

Giocando, i bambini sperimentano continuamente.
Quando costruiscono una torre con i mattoncini imparano a osservare forme, dimensioni ed equilibri.
Quando giocano a cucinare o a fare la spesa utilizzano il linguaggio, imitano situazioni della vita quotidiana e iniziano a comprendere ruoli e relazioni.
Quando inventano una storia sviluppano immaginazione e capacità narrative.
Quando giocano insieme imparano progressivamente a negoziare, aspettare, collaborare e gestire piccoli conflitti.
Il gioco libero e le attività guidate dagli insegnanti non sono quindi due mondi separati.
Entrambi contribuiscono allo sviluppo del bambino, offrendo occasioni diverse per imparare.
Le prime amicizie
Uno degli aspetti più belli della scuola dell'infanzia riguarda le relazioni tra bambini.
Per molti di loro è la prima occasione per frequentare ogni giorno un gruppo relativamente stabile di coetanei.
Naturalmente costruire relazioni richiede tempo.
All'inizio due bambini possono giocare semplicemente uno accanto all'altro, ciascuno concentrato sulla propria attività.
Progressivamente iniziano a osservare ciò che fanno gli altri, a imitarsi, a scambiarsi giochi e infine a costruire attività condivise.
Nascono così le prime vere amicizie.
Con esse arrivano anche piccoli conflitti.
Due bambini possono desiderare lo stesso gioco oppure avere idee completamente diverse su come utilizzarlo.
Sono situazioni normali e preziose.
Con l'accompagnamento dell'adulto, i bambini imparano gradualmente a esprimere ciò che vogliono, ascoltare gli altri e cercare una soluzione.
L'autonomia nasce dalle piccole cose
“Faccio io!”
A un certo punto questa frase compare nella vita di quasi tutti i bambini.
La scuola dell'infanzia rappresenta un ambiente ideale per sviluppare l'autonomia.
Non si tratta naturalmente di chiedere ai bambini di fare tutto da soli.
Significa piuttosto permettere loro di sperimentarsi all'interno di attività adeguate alla loro età.
Mettere la giacca, lavarsi le mani, sistemare uno zaino, scegliere un gioco, riordinare i materiali o mangiare autonomamente possono sembrare gesti molto semplici.
In realtà racchiudono competenze importanti.
Ogni volta che un bambino riesce a fare qualcosa senza l'intervento diretto dell'adulto costruisce anche una maggiore fiducia nelle proprie capacità.
Il ruolo degli adulti è accompagnarlo, lasciandogli progressivamente lo spazio necessario per provare.
Talvolta anche per sbagliare.
Perché crescere significa anche scoprire che non tutto riesce immediatamente.
Emozioni che impariamo a conoscere
Durante una giornata scolastica possono succedersi moltissime emozioni.
Entusiasmo, curiosità, paura, rabbia, nostalgia, sorpresa e soddisfazione possono comparire anche nell'arco di poche ore.
Uno degli obiettivi più importanti dell'educazione nella prima infanzia è aiutare i bambini a riconoscere progressivamente queste emozioni.
All'inizio un bambino può semplicemente sapere di stare male o di essere arrabbiato.
Attraverso le parole degli adulti impara lentamente a dare un nome a ciò che sente.
“Sei arrabbiato perché volevi ancora giocare.”
“Ti manca la mamma.”
“Sei contento perché hai finito il tuo disegno.”
Imparare a riconoscere le emozioni rappresenta uno dei primi passi per imparare, con il tempo, anche a gestirle.
Il rapporto tra scuola e famiglia
Per accompagnare bene un bambino nel suo percorso è importante che scuola e famiglia possano comunicare.
Gli insegnanti osservano il bambino all'interno di un contesto sociale ed educativo; i genitori lo conoscono profondamente nella quotidianità familiare.
Sono due punti di vista differenti e complementari.
Condividere informazioni, dubbi, conquiste e cambiamenti permette di comprendere meglio ciò che il bambino sta vivendo.
A volte anche una piccola informazione può essere importante.
Una notte particolarmente difficile, l'arrivo di un fratellino, un cambiamento nelle abitudini familiari o semplicemente un periodo in cui il bambino sembra più stanco possono influire sulla giornata a scuola.
Allo stesso modo è bello che la scuola possa condividere con la famiglia i piccoli progressi quotidiani: una nuova amicizia, una frase divertente, una difficoltà finalmente superata o un'attività che ha suscitato particolare interesse.
La crescita di un bambino è fatta soprattutto di questi piccoli momenti.
Come accompagnare il bambino nei primi giorni
Ogni famiglia troverà progressivamente il proprio equilibrio.
Esistono però alcune attenzioni che possono aiutare ad affrontare serenamente l'inizio della scuola.
È utile innanzitutto parlare positivamente della nuova esperienza senza creare aspettative eccessive.
Possiamo raccontare che a scuola ci saranno altri bambini, giochi, insegnanti e tante cose da scoprire.
È altrettanto importante accogliere eventuali paure.
Dire a un bambino “non devi avere paura” difficilmente farà scomparire quella sensazione.
Possiamo invece riconoscerla:
“Capisco che questa cosa nuova ti possa preoccupare. La maestra sarà con te e poi io tornerò a prenderti.”
Anche mantenere alcune routine familiari può essere molto utile.
Dormire abbastanza, preparare con calma ciò che serve per il giorno successivo e cercare di evitare mattine troppo frenetiche aiuta il bambino ad arrivare a scuola con maggiore tranquillità.
Non confrontiamo i bambini
Nei primi giorni può essere spontaneo osservare ciò che fanno gli altri bambini.
“Lui non piange mai.”
“Lei parla già tantissimo.”
“Quel bambino sa già vestirsi da solo.”
Ma ogni bambino segue un percorso personale.
Le differenze a questa età possono essere molto evidenti e perfettamente normali.
Un bambino può essere particolarmente autonomo dal punto di vista motorio ma avere bisogno di più tempo nelle relazioni.
Un altro può avere un linguaggio molto sviluppato ma faticare maggiormente nei momenti di separazione.
La crescita non è una gara.
Ciò che conta è accompagnare ogni bambino valorizzando ciò che sa già fare e sostenendolo nelle competenze che sta costruendo.
Una comunità che cresce insieme
La scuola dell'infanzia non è fatta soltanto di bambini e insegnanti.
È una piccola comunità nella quale si incontrano famiglie, educatori, collaboratori e tante persone che, con ruoli diversi, contribuiscono alla vita quotidiana della scuola.
Durante l'anno ci saranno occasioni per conoscersi, partecipare alle attività, condividere feste, progetti e momenti importanti.
Anche per le famiglie può nascere un nuovo spazio di relazione.
Ci si incontra all'ingresso, si condividono esperienze, si scopre che molti dubbi e molte difficoltà sono comuni.
Progressivamente quella scuola che il primo giorno sembrava completamente nuova può diventare un luogo familiare.
Il primo passo di un percorso importante
I primi giorni di scuola dell'infanzia rappresentano soltanto l'inizio.
Nel corso dei mesi i bambini cambieranno moltissimo.
Impareranno nuove parole, scopriranno nuovi interessi, costruiranno amicizie, affronteranno difficoltà e raggiungeranno traguardi che oggi magari sembrano ancora lontani.
Ci saranno giornate semplici e altre un po' più complicate.
Momenti in cui il bambino entrerà a scuola senza nemmeno voltarsi e altri in cui avrà bisogno di un abbraccio in più.
Fa tutto parte del percorso.
Il compito degli adulti non è eliminare ogni difficoltà, ma accompagnare il bambino mentre impara progressivamente ad affrontarla.
Con presenza, ascolto e fiducia.
Perché iniziare la scuola dell'infanzia significa soprattutto questo: cominciare a scoprire il mondo un po' più in autonomia, sapendo però di avere sempre accanto adulti pronti ad accompagnarci.
A tutti i bambini e alle loro famiglie auguriamo quindi un anno ricco di scoperte, sorrisi, amicizie e nuove esperienze.
Un piccolo grande viaggio è appena cominciato.
